piccoli frammenti 1997

…e ora fra il Centro Direzionale dove abita, e questo studio-laboratorio si squaderna la sua attività pittorica, in mezzo a tele, a tubetti e fotogrammi di un passato, ancora vivo e presente.

La sua pittura si è nutrita di diverse tensioni storiche che a tratti ancora emergono; gli anni difficili della contestazione rappresentano la cornice di un uomo che si è formato all’ombra di artisti prima che professori di notorietà. I suoi quadri, i suoi disegni, sono il filo diretto con la sua storia, con il suo passato. I suoi lavori ricongiungono la sua vita attuale alle radici della adolescenza, cosi la vita si lega nell’arte in un unicum inscindibile.

Del resto è proprio l’arte del passato ed ogni sua espressione, ad insegnarci che fra l’arte e la vita c’è un legame profondissimo, ed è proprio l’arte stessa ad essere unicamente espressione personale, individuale. Questi i motivi di una pittura profondamente autobiografica, densa nei significati e mei colori, che testimonia questo viaggio artistico fin qui percorso sulle tele. un’ esigenza auto espressiva coinvolta ma non travolta dal momento sociale e culturale è stata di una produzione costante e copiosa che ha già trovato esposizione in diverse mostre, in diversi cataloghi come, ad esempio, quello dell’Einaudi.

Ma i riflettori si sono accesi soltanto ora su una stagione nuova di vita e di successi, questi ultimi espressione di una personalità altamente dirompente da autentico guerriero.

Marta Pisacane

Una passione “violenta” per il disegno e la pittura.

In questa galleria di figure insolite, che in un modo o in un altro sempre si distinguono, c’è un artista, non un folle, un matto che si colora i capelli, ma una persona normale, con una grande sensibilità artistica frutto non solo di una inclinazione genetica, ma anche di un iter evolutivo che lo ha portato in diversi campi della comunicazione visiva.

Fernando Pisacane dopo aver militato negli ambienti artistici partenopei, quali il liceo artistico e l’Accademia delle Belle Arti, luogo del mito per eccellenza dove ha conseguito il Diploma in Scenografia, ha lavorato per anni in qualità di scenografo ed arredatore alla RAI e nell’ultimo decennio è stato moderno curatore della Società edilizia che ha costruito il Cdn. Ma in questi anni non ha mai abbandonato la pratica del disegno e soprattutto della pittura alla quale ha sempre dedicato un “cantuccio”, come una passione coltivata di nascosto e che poi si è manifestata violentemente. Infatti è proprio nella pittura che si sintetizzano e si esprimono non solo le nozioni fotografiche, anatomiche, letterarie attorno a cui è ruotata la sua formazione liceale, ma anche le tensioni sotterranee, i richiami interiori e antropologici, e l’eco di un passato lontano e sfumato. Una pittura forte, dai colori aspri a volte un po’ cupi, allestisce le vetrine di uno studio nel cuore della città nella quale è cresciuto, poco lontano da quei luoghi dove si è maturato intellettualmente ed artisticamente.

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